Si parla; si parla e si dice; si dice e non si pensa al significato delle frasi. Qui ne ho selezionate alcune che sento e che provocano in me perplessità, ilarità, rassegnazione. Fanno parte del nostro repertorio automatico, le si pronuncia senza valutarne le conseguenze. Eccone riportate alcune, in rigoroso ordine alfabetico (ultimo aggiornamento in bianco su sfondo rosso):
A
BUON RENDERE A parte il
suono che già fa rabbrividire, può avere 2 accezioni altrettanto fastidiose:
1. detta dal creditore (deve essere proprio bastardo);
2. detta dal debitore (si sente terribilmente in colpa o non sa dire grazie e
basta?!). Proposto
e scritto da Martina:
grazie!!!
CHI NON MUORE SI RIVEDE!: Terribile quando uno dei due conoscenti fa rimarcare all'altro una presunta latitanza, con tono canzonatorio e vagamente accusatorio. L'altro, ovviamente, potrebbe dire lo stesso. Se hai perso le tracce di qualcuno e ti interessa sapere di lui, va a cercarlo e non aspettare che sia lui a rispuntare fuori!
CIAO, COME STAI? (ciao, come va?): Non interessa lo stato di salute: è un semplice modo per salutarsi. L'altro difficilmente dirà che non sta bene, anche se così è. Meglio evitare e limitarsi al semplice saluto, appunto per non obbligare l'altro a parlare dei suoi problemi o a dire mezze bugie. Le aggravanti: chiedere "come stai/come va?" a gente con la quale non si è in confidenza o in presenza di terze persone.
CON TUTTO QUELLO CHE HO FATTO PER TE...: Dovremmo aprire una sezione "genitori". Magari con l'aiuto dei lettori del sito, lo farò. Per ora mi limito a questa nefasta frase, ad alto rischio di rischio di un'altrettanto orribile risposta: "Ma chi (ca**o) ti ha detto di farlo!". guarda anche...
COMUNQUE GRAZIE: Semplicemente orribile...traduzione: "ti sei sbattuto ma non mi sei servito a niente!". ...comunque grazie! Della stessa razza è "grazie lo stesso".
HO SAPUTO CHE...: Disgustoso riportare una notizia che riguarda l'interlocutore, non volendo rivelare la fonte dell'informazione. In tal modo si dà l'impressione che ci si faccia gli affari dell'altro, non avendo di meglio da fare.
IN BOCCA AL LUPO (e conseguentemente...CREPI IL LUPO): chissà in base a quale idiozia collettiva si è cominciato a pensare che la parola "AUGURI" portasse sfortuna! Suvvia! Suvvia! Usciamo dalle caverne e lasciamoci illuminare dalla luce della ragione. Basta con scaramanzie di bassa lega. "AUGURI"!, "GRAZIE". Punto e basta!
IN CHE SENSO?: Risposta...nell'unico senso possibile! Non chiedere il senso, sforzati quei 2, 3 secondi e capirai! È una moda di quest'ultimo periodo: chiedere «In che senso?». Domanda fastidiosa soprattutto se quello che si è detto pare essere sufficientemente chiaro. Se te lo chiedono, ripeti lettera per lettera quello che hai detto prima, vedrai che l'altro capirà!
POI VEDIAMO: è la tomba delle intenzioni. Lo dice chi non vuole prendere una decisione. Di solito quel "poi" non arriverà mai, o comunque arriverà sempre troppo tardi. Chi incassa il "poi vediamo" si rassegna e considera quella risposta come un "no" se non come un "non rompermi le palle, adesso". Variazione sul tema è "adesso vediamo"...stessa roba!
PER ADESSO GRAZIE: lo dice chi ha ricevuto un favore, per il quale non si sente in grado di sdebitarsi in quel momento. Si vuole comunicare all'altra persona che in futuro ricompenserà in modo più concreto e significativo. Il destinatario del "per adesso grazie" viene messo nella condizione di dover tranquillizzare l'altro, dicendogli che il suo "grazie" basta e avanza e sollevandolo da qualsiasi obbligo. La comunicazione si fa alquanto banale nella sua prevedibilità.
SALUTAMI (un amico,un parente, il fidanzato): chiedere di portare i propri saluti è squallido! Come vuoi che reagisca chi quei saluti riceve? Nella migliore delle ipotesi, ringrazierà senza entusiasmo. Dentro di sé, penserà...«Beh, se proprio ci tiene a salutarmi, perché non lo fa di persona?». E ha ragione! Se non ci si trovi di fronte a insormontabili difficoltà, meglio non usare intermediari per salutare qualcuno. Altrimenti, a cosa vale quel gesto?
SALVE!: saluto imbarazzato, orribile via di mezzo fra "Ciao" e "Buongiorno" o fra "Buongiorno" e "Buonasera". Molto in voga nel Ventennio: un motivo in più per farne a meno!
SCUSA, NON HO AVUTO TEMPO!: particolarmente ridicolo quando il tempo trascorso è stato cospicuo e la cosa non fatta per la quale si chiede scusa ne richiedeva poco. Esempio: una telefonata non fatta nell'arco di trenta giorni. Un buon esercizio mentale consiste nel non dire mai "non ho avuto tempo", anche quando le circostanze possono giustificare tale frase. Se una cosa interessa veramente, il tempo si trova!
GRAZIE MARCOOOOOOOOOOO!
TE L'AVEVO DETTO: Sempre parte della futura sezione "genitori". È il manifesto di tutti i gufi, di coloro i quali lavorano per far sì che le proprie profezie si avverino. Di solito piomba quando già si è in una situazione difficile, per cui non resta che una sola replica, genitore o non genitore..."MAVAFFAN...". Quando ci vuole ci vuole!
TI DÀ FASTIDIO SE FUMO?: Certo che sì! Perchè lo si chiede? Per sentirsi rispondere di no, ovviamente. Perché sempre la risposta sarà "no". Una bugia, ovviamente. Non c'è non fumatore al quale non dia fastidio il fumo, però se a chiederlo sarà un amico o una persona con la quale si vogliono mantenere buoni rapporti, non si potrà certo dire la verità. Anche chi pone la domanda sa bene tutto questo. Non è certo la verità che vuole sentire. È una finta domanda. Il messaggio che passa è: «Oh, io c'ho voglia di fumarmi una sigaretta e vedi di non rompere le palle. Se osi dirmi di no è l'ultima volta che esco con te».
TU NON PUOI CAPIRE...: Di solito quando ti dicono così, si può capire benissimo. Non posso capire? Vediamo, dimmi! Fammi 'no schemino, un grafico, un disegno: qualcosa!!! Non si fa una bella figura nel dire questa frase, è come dare all'altro del cretino. Piuttosto si faccia di tutto per consentire all'interlocutore di capire. Chissà mai che, più che tu-non-puoi-capire, non sia un io-non-so-spiegare!!!
...si gradiscono suggerimenti...